#14 IACOPO PINELLI

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Iacopo Pinelli

29.10 – 30.11.2019

 

 

Cambiare le regole del gioco, scatenare il paradosso, creare profonde antinomie visive, mettere in crisi le capacità percettive dello spettatore, è quello che Iacopo Pinelli ottiene nel suo progetto intitolato Corpi defunzionali, un ciclo di lavori dedicati al linguaggio della scultura. Così, l’oggetto banale, il conosciuto, presentato nell’incapacità di svolgere la sua funzione, viene mostrato con un fascino e una “pelle” nuova, in una condizione perturbante.

Quella di Pinelli è un’analisi che mette in scena uno dei drammi della società attuale, quella del “mito del consumismo” e della volontà di possesso del tutto. Corpi defunzionali è, quindi, la metafora dell’uomo contemporaneo, la condizione ossessiva del neocapitalismo globale, in cui  oggetti di uso comune giacciono inermi, privi di energia, afflosciati, sfiniti e privi di qualunque funzione. Iacopo Pinelli non sceglie gli oggetti da utilizzare per le loro qualità estetiche, evocative, sentimentali, storiche: ciò che conta non è la storia sentimentale che l’oggetto può raccontare, ma l’operazione di spiazzamento, di alienazione graduale dell’oggetto, di privazione del suo valore d’uso e, quindi, di assunzione di un significato altro.

Nella Project Room di Davide Paludetto Pinelli, utilizzando alcuni dei suoi oggetti, ricostruisce una scena consueta della galleria d’arte, quella della fase di allestimento della mostra. Così, la scala, il tavolo da lavoro, la sedia, la cassa da imballaggio di un’opera, il martello, i chiodi, ridefiniscono una nuova prospettiva, un metallestimento, in cui il vuoto lasciato da questi corpi defunzionali, riempie lo spazio di un agire dimenticato, solo evocato, confortando, però, la memoria dello spettatore nel riconoscere quei momenti anche in questa assenza, nell’impossibilità di qualsiasi possibilità di agire. Una messa in mostra della mostra, un ossimoro visivo che ci spiazza tra la certezza del riconoscimento, quello degli oggetti esposti, e la loro condizione di abbandono e inutilità.

Quella di Iacopo Pinelli è una ricerca incentrata sui valori sociali, antropologici, politici e culturali dell’epoca attuale. Un viaggio metaforico che mette in relazione l’assuefazione e il distacco di emotività, di relazione, di confronto e di partecipazione alla realtà, enfatizzato da questa immedesimazione del corpo nell’oggetto, di corpi d’esistenza che non svolgono più alcuna funzione, che rimangono inermi, passivi, impossibilitati a reagire alle condizioni e alle questioni del tempo presente.

testo a cura di Alessandro Demma

© Copyright - Davide Paludetto Arte Contemporanea