RENATO SABATINO

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Biografia

Renato Sabatino nasce nel 1977 a Vibo Valentia. Trascorre i primi anni dell’infanzia a Gerocarne, un piccolo paese dell’entroterra calabrese che si autososteneva principalmente con la lavorazione artigianale delle terrecotte. Da bambino cresce e gioca tra ”montagne” di argilla, gli rimarranno sempre impresse le immagini di mastri vasai intenti a pestare, tornire e cuocere in grandi e antichi forni quel materiale “prezioso”. All’età di sei anni si trasferisce a Torino con la famiglia, la fascinazione per quel materiale non svanirà, porterà con sé quella tradizione e, la tecnica, gli verrà poi trasmessa durante gli anni successivi dal padre Vasaio. Sabatino studia al Primo Liceo Artistico di Torino e poi continua il suo percorso alle Accademie di Belle Arti di Torino e di Valencia.

 

Renato Sabatino. Forma e sostanza
di Alessandro Demma

Forma e sostanza, la condensazione del pensiero presente con la presenza del passato, la forza della materia viva, naturale, mutabile, sono questi i confini che Renato Sabatino costruisce con un cosciente senso fisico ed estetico, attraverso un lavoro che vive di una processualità tradizionale e al contempo fortemente attuale. L’artista, infatti, attua un’operazione di recupero di un’antica tecnica di lavoro dell’argilla utilizzata dai vasai, ereditata dal padre, per ridare nuova dignità ad una pratica sempre più abbandonata dalle riflessioni artistiche e culturali attuali. L’argilla, così, diventa l’elemento essenziale del suo comporre, il corpus necessario alle sue ricerche, alle sue sperimentazioni, l’essenza formale del suo plasmare la materia per giocare sui possibili paradossi della materia.

Quello che Renato Sabatino insegue è uno spazionuovo per l’argilla, un logos metamorfico della materia che possa prendere una nuova forma, un’altra vita, come recita il titolo di un suo lavoro, in cui è chiaro proprio questo processoalla materia che l’artista pratica con la sapienza tecnica dell’artigiano e l’intenzione cosciente dell’artista. È proprio da questa duplice attitudine che si generano le opere di Sabatino, dalla capacità di modellare e di pensare la terracotta, di dargli, struttura e significato, di ricodificare il senso di un oggetto per noi banale, come un vaso, per interpretare nuove possibili funzionie azioni.

Il vaso – lo abbiamo ricordato è elemento della sua tradizione personale – viene indagato costruito, decostruito e poi ancora ricostruito, con soluzioni inedite, nelle compressioni o nelle espansioni, fuoriuscendo dalla nostra percezione tradizionale e innescando un cortocircuito visivo altro, in cui l’essenza della materia, l’anima del vaso, il suo vuoto interiore che è soffio vitale, viene imprigionato nel corpo dell’opera. Come in Decagono in cui dalla forma geometrica essenziale viene fuori questo processo di compressione dei vasi che catturano, con vitalità, la forma e la sostanza dell’opera.

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RENATO SABATINO

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